C. S. Lewis, secondo me, viaggiava tra le Dimensioni

Ciao Luci,

come state? Come va la Luce? ☀️

L’autore di Narnia, secondo me, viaggiava assai tra le Dimensioni e le conosceva bene!

Come sapete io sono dell’idea che i libri e i film ci dicono davvero molto, rispetto a quanto possiamo ricordare, ci svelano praticamente tutto riguardo ciò che abbiamo dimenticato. Sono, a mio avviso, un buon metodo per ricordare e per allenarsi alla propria verità.

Ciò che spesso viene spacciato per “finzione” e per “fantasia” è molto più vero di quanto si possa immaginare. Questo già lo spiegavo nel mio primo libro “Il Sibilo della Pietra”.

Ho recentemente rivisto tutti i film ispirati alle Cronache di Narnia, storie che ho anche letto nel relativo libro di C. S. Lewis, tanti anni fa.

Mi sono accorta che… ci sono tanti passaggi che ci parlano in profondità. Per esempio i personaggi vivono queste meravigliose avventure, lunghe anche migliaia di anni, nelle terre di Narnia, ma nella vita di tutti i giorni, quella che erroneamente si considera come “reale”, non passano che alcuni secondi. Loro si staccano dalla vita quotidiana, immersi in una “realtà” noiosa e difficile, magari, ed entrano – attraverso un portale energetico – in questo magico mondo di Narnia, dove vivono esperienze incredibili, senza limiti e senza paure.

Beh, siccome io viaggio spesso in queste Dimensioni parallele, posso affermare che è proprio così che accade. Ad un tratto, anche da svegli, non solo durante il sonno, ci si proietta in luoghi, solo apparentemente lontani da qui, e ci si connette con quelle esperienze. La nostra consapevolezza, che solitamente è agganciata a questa esperienza terrestre in cui ora abbiamo percezione di esistere, si sposta in quegli spazi e lì vive altre avventure. E qui sulla terra… il tempo che trascorre è veramente un istante o poco più. Perché, come spiego bene nel mio nuovo libro in arrivo… il tempo non esiste, è solo una percezione.

Il problema, sovente, è che quando si torna ad agganciare la nostra consapevolezza a questa vita sulla terra, la nostra mente si insinua e cerca di farci dimenticare cosa abbiamo appena fatto e vissuto. La mente cerca di riportarci agli impegni… alle corse, al fare, fare, fare. Il nostro compito sta proprio lì, nel cercare di riconoscere questi sabotaggi della mente e di restare ancorati a quelle sensazioni divine, appena provate, per rendersi conto di quanto si è appena fatto e di quanto potere si ha, di quanta potenza si è espressione. Non è che la mente sia cattiva, è solo programmata per sviarci da noi stessi, ma possiamo imparare a gestirla, in quanto è un ottimo strumento del nostro equipaggiamento terrestre.

Sempre Lewis ci narra che i personaggi dei suoi libri tornano a Narnia solo quando hanno ancora qualcosa da imparare, da conoscere, potremmo dire e aggiungo io, da ricordare di se stessi. Quando hanno ricordato a sufficienza non avranno più bisogno di certe esperienze in questi spazi dimensionali apparentemente lontani, potranno esplorarne di altri, per recuperare altri pezzi della loro memoria, quei pezzi di memoria che compongono la consapevolezza, il ricordo di essere Coscienza, potremmo dire.

La sapeva lunga, secondo me, questo autore! 😉

I portali sono ovunque, possono essere nascosti dentro un armadio, in un quadro, in uno specchio oppure, semplicemente, nell’aria davanti a noi. Il portale siamo noi, non importa dove percepiamo che esso sia. È sempre attraverso noi stessi che possiamo accedere altrove.

Ho vissuto esperienze simili, proprio da sveglia, e sono entrata in Dimensioni parallele attraverso portali apparsi, magicamente, nell’aria davanti a me, nello spazio energetico in cui siamo immersi, nello spazio energetico che siamo. Siamo energia.

C’è un passo dell’ultimo film, al momento realizzato, per le Cronache di Narnia, “Il viaggio del veliero”, che mi ha colpito molto. Al termine del film il leone Aslan spiega ai protagonisti della storia che lui è presente sia nella loro vita considerata come “reale” che nelle terre di Narnia, e che per conoscere la sua essenza era necessario fare quel viaggio. Ora però i protagonisti avranno il compito di riconoscere anche nella loro “realtà”, sulla terra della vita considerata “normale”, la sua figura. Aslan dice di essere presente sia nella terra magica di Narnia che nella terra da cui provengono i protagonisti e sta a loro, adesso che lo hanno conosciuto, riconoscerlo anche altrove e sentirne la presenza. Questo passaggio è molto importante in quanto ogni Anima è presente ovunque, nello stesso istante, e sta a noi riconoscere energie affini e che possono aiutarci. E ancora, siamo sempre noi quelle energie! (Anche questo lo spiego bene nel nuovo libro in arrivo… manca poco! Resistete!). Chiaramente sto elaborando queste riflessioni in libera espressione e interpretazione e, come sempre, il mio sentire non ha in alcun modo l’intenzione di influenzare, anzi, solo di condividere sensazioni e la mia visione delle cose. Ognuno ha la propria verità ed è a quella che deve e può far riferimento, sempre.

Riporto di seguito il pezzo finale del film a cui mi riferisco:

Lucy: “Verrai a trovarci nel nostro mondo?”
Aslan: “Io veglierò su di voi, sempre.”
Lucy: “Come?”
Aslan: “Nel vostro mondo ho un altro nome, dovrete imparare a conoscermi con quello, è questa la ragione che vi ha portati a Narnia, perché avendomi conosciuto un po’ qui riusciate a conoscermi anche lì.”
Lucy: “Ti rivedrò ancora?”
Aslan: “Sì, mia cara, un giorno.”

Ho trovato, oggi, a distanza di tempo e dopo aver vissuto esperienze incredibili, ma per me molto naturali, tra cui il mio viaggio trascendentale di novembre 2024, molto interessanti questi film e ci ho visto molto di vero, seppure, travestito da fantasia.


D’altra parte, l’unico modo che certe Anime Antiche avevano in passato, per comunicare le loro conoscenze, era attraverso le storie, creando archetipi che fossero compresi e che piano piano creassero spazio per far riaffiorare consapevolezze eterne.

Non si poteva, in certi tempi passati, essere diretti – come magari si riesce a fare oggi – serviva trovare mezzi accettati dai più per veicolare messaggi profondi. A ognuno poi restava il compito della libera interpretazione. Il problema è che molti hanno preso certe storie solo come favole e non come codici da decodificare, codici essenziali per ritrovarsi.

E voi, avete letto i libri di Lewis su Narnia? Ci avete trovato le vostre verità?

Un caro abbraccio pieno di amore,
Buona Luce


Alby 💎 Alberta Barbagli

Spiritual & Communication Mentor

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